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Il modo migliore di rientrare sul mercato. 100 CV su 170 kg sono puro divertimento.
Il progetto DB5 nasce nel Luglio 2003; la nuova società Bimota, ancora in fase di riorganizzazione, stabilisce che una moto completamente nuova dovrà debuttare al salone di Monaco 2004.
Il direttore tecnico è Alberto Strada, i meccanici ed I tecnici devono completare e migliorare ciò che esiste in azienda; io sono al mare con la famiglia e quando rispondo al telefonino non so ancora che quelli saranno i miei ultimi giorni di serenità...
E’ la fine di Settembre 2003 ed in ufficio tecnico siamo in quattro: Alberto Strada, Enrico Borghesan (un mago dalle mani d’oro), Bruno Morandi (storico meccanico Bimota) ed io (il designer/progettista); le idee non mancano, la nuova moto sarà la risultante di tutte le tecnologie che Bimota ha utilizzato per incantare il mondo nei suoi primi anni di vita.
Al motore Ducati mille raffreddato ad aria decidiamo di abbinare un telaio a traliccio con piastre laterali in alluminio ricavate dal pieno; guardando al passato Bimota è una decisione semplice ed obbligata che trova tutti d’accordo.
Riguardo al forcellone... ho già qualche idea in testa ma non anticipo nulla e chiedo fiducia.
La volontà è di rimanere sotto i 160 kg su strada con un interasse massimo di 1430 mm ed un inclinazione canotto di 24°.
Si inizia con gruppi ottici e frecce della Benelli Tornado, poi il fanale anteriore verrà sostituito giusto prima di iniziare il modello in clay con uno di derivazione Suzuki.
Alla fine di Ottobre presento il layout della meccanica; la reazione è ottima, il forcellone riscuote I consensi più eclatanti e la compattezza dell’insieme ci fa capire che abbiamo intrapreso la strada giusta. Me ne torno a Genova ansioso di definire il design dell’oggetto completo.
Arrivo così alla fine dell’anno con la moto discretamente definita (su carta) e la tranquillità di poterla poi realizzare in clay, il mio metodo di lavoro basato su dati tecnici e misure mi da la garanzia di non allontanarmi dall’idea iniziale al momento della prototipazione.
Prima di Natale consegno il tutto in azienda: siamo soddisfatti; la moto incarna la filosofia che volevamo trasmettere e si presenta estremamente aggressiva e compatta.
La tempistica programmata prevede che la mezza moto in clay venga scansionata e riprodotta per intero al CAD. In questo modo, oltre ad ottenere un’ottima precisione dimensionale, realizzeremo velocemente stampi e pre serie.
Intanto in azienda è arrivato l’ing. Davide Galassi che prende letteralmente in mano la meccanica e la fa entrare di prepotenza dentro il PC; sono mesi di calcoli ed affinamenti; i tubi si spostano e le piastre assumono via via la conformazione ottimale. Il team è molto unito e lo spirito di gruppo è realmente al servizio della comunità; l’anima delle Bimota eroiche è rinata e personaggi come Bruno Morandi, storico fresatore e tornitore della prima ora, tornano a dare un sostanzioso contributo.
La DB5 è anche questo, il passato ed il futuro che si fondono nella mitica B!
Arrivo a metà Aprile con la mezza moto finita! non mi sembra vero, posso iniziare a studiare grafiche e cromie.
Come sempre il nostro passato ci indica le linee guida; le mitiche HB1, KB2 laser e serie DB ci dicono che possiamo giostrare 3 colori: il bianco il rosso e l’argento metallizzato.
Scartiamo dopo tante prove il primo; è splendido su di una moto da pista ma fa un po’ troppo giocattolone su di un targato; argento Porsche polar silber e rosso Italia sono un bel mix di tecnologia e passione; anche questa è fatta!
Maggio e Giugno sono i mesi delle scansioni della carrozzerie e dei CAD ciclistici; un infinito lavoro di perfezionamento di ogni singolo particolare; dalle pedane regolabili radiali ai disegni personalizzati di piastra di sterzo e supporti pinze.
Di serie, se così si può dire, teniamo i leggerissimi cerchi OZ e la componentistica che è ai massimi livelli.
Luglio visto da fuori è paragonabile ad un formicaio: il lavoro dei 10 mesi antecedenti viene assemblato con cura maniacale: scarichi, staffe, telaietti e particolari sono realizzati ed assemblati dall’impareggiabile maestria di Enrico Borghesan; un uomo che ha tolto l’orologio l’anno scorso ed a cui non è permesso di vedere la luce del sole.
A Settembre la DB5mille è una realtà conclamata, è una vera Bimota, è pura passione, è il risultato dell’amore e della tecnica Italiana: siamo noi!
La dedizione e l’abnegazione di tutte queste persone ha reso possibile il materializzarsi di un sogno; un sogno che è giusto venga conosciuto e riconosciuto da tutti i motociclisti che avranno il piacere di possederla e guidarla.
Un sogno che si riflette in ogni goccia di sudore presente sulla moto... ce ne sono ancora sul serbatoio, bisogna solo avere gli occhi ed il cuore per poterle vedere.
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